domenica 21 settembre 2014

Trovare la FORZA nelle piccole cose...



Trovare la forza nelle piccole cose…

Il motivo per cui scrivo questo post, del tutto improvvisato e che surclassa gli altri a cui avevo pensato è presto detto…voglio solo ringraziare le mie principal “amiche di blog”, le ragazze che forse hanno commentato con maggiore frequenza ma anche con maggiore empatia… dietro al mio ritorno sul blog c’è anche il suo zampino, lei che è stata fonte inesauribile di ricettuzze particolari, specialmente raw, lei che quest’anno è sbocciata e a cui auguro il meglio perché se lo merita. E poi ringrazio anchelei, che da ogni post lascia trasparire una leggerezza, una spontaneità che sono letteralmente una boccata d’aria fresca. E un pensiero anche a Letissia, che ogni tanto si è affacciata qui per vedere i pasticci culinari e non che combino. Hanno sempre avuto un pensiero di incoraggiamento e quindi a loro va un “GRAZIE” di cuore.
Sono questi piccoli gesti che fanno nascere un sorriso, che ti riscaldano il cuore e che ti fanno pensare che forse ne vale la pena, che non tutte le porte sono o saranno porte in faccia e che, sì, forse là fuori ci sono mille occasioni che aspettano di essere colte ed una vita, anzi una Vita che aspetta di essere vissuta.
E non si può affrontare granché se non si ha il carburante giusto, ecco qua un’idea che risolve il problema!
CHIA YOGURT PARFAIT:


Chia Pudding
¾ cup succo d’arancia non zuccherato
2 cucchiai di semi di chia
1 cucchiaio di agave (facoltativo)

per assemblare:
- Yogurt di soia bianco (o di riso o anche yogurt greco, se del vegan non ve ne frega una cippa!)

HOW TO:
Mettere il succo ed i semi di chia in una ciotola o in un bicchiere grande e mescolare. Lasciar riposare per 10 minuti, mescolando di tanto in tanto, fin quando i semi non avranno assorbito il succo ed il composto non avrà una consistenza viscosa e leggermente densa. (Volendo, si può fare il pudding la sera e lasciare in frigo tutta la notte).
E adesso assemblare! Versare un paio di cucchiaiate in un bicchiere, aggiungere uno strato di yogurt, uno di frutti di bosco, ancora un po’ di chia pudding e così via fino a raggiungere il bordo del bicchiere. Tocco finale: un’altra manciata di frutti di bosco.
Con queste quantità si ottengono due bicchieri di parfait!

Considerazioni:
Un po’ di notizie riguardo i semi di Chia! Questi piccoli semini “health-packaged” sono uno dei nuovi super alimenti provenienti dal Messico/Guatemala, dove si contano le coltivazioni più numerose della pianta da cui si ricavano, la Salvia Hispanica… i benefici per la salute derivanti dal loro consumo erano noti anche agli Aztechi, appunto CHIA significa “forza”! Praticamente sconosciuti ai più, una trentina di anni fa, un ricercatore nordamericano ha iniziato a compiere degli studi sulla S.Hispanica e da allora è uno dei principali portavoce dei benefici della chia..
Sono ricchi di calcio, magnesio, fosforo e manganese e sono una buona fonte di omega-3.
Sono pochi gli studi controllati che documentano a lungo termine che cosa significa inserire nella dieta di tutti i giorni questi semini scuri, ma suggeriscono soprattutto che potrebbero aiutare a…
  1. Rallentare la digestione e l’assorbimento dei glucidi, valido aiuto contro i picchi di glicemia dopo i pasti. Questo effetto sul livello di zuccheri nel sangue combatte l’insulino resistenza, dannosa per la salute da tutti i punti di vista.
  2. Assumere più fibra! 30 grammi di chia ne contengono ben 11 grammi.
  3. Assumere una buona quota di omega 3, presenti in una forma forse più disponibile rispetto a quella degli omega 3 dei semi di lino.
  4. Sono un pacchetto concentrato di proteine. Non so voi, ma da quando sono vegetariana/sulla via del veganesimo, stanno tutti a guardare quante proteine assumo!Se dico che in 28 grammi di semi di chia ci sono 4.4 grammi di proteine, li tengo a bada per un po’?!?! In più queste proteine sono ricche di Triptofano, un aminoacido che aiuta a regolare l’appetito, dormire e migliora l’umore.
  5. Last but not the least, pare che i semi di chia hanno fatto registrare un miglioramento della pressione sanguigna in un gruppo di diabetici, un miglioramento del profilo lipidico, con la diminuzione del colesterolo totale, del colesterolo LDL e dei trigliceridi (Cleveland Clinic).
A presto, la vostra Zu

domenica 14 settembre 2014

Io sono ancora qua... eh già!

Torno in silenzio, senza tanto fragore ed in punta di piedi dopo tanti mesi di assenza. Quando non sento mia una cosa, quando si viene a creare una situazione di stress, quando capisco che un progetto anzichè entusiasmarmi testimonia solo un risultato mediocre...ecco, io scappo. Sono la regina dell'incostante, proprietaria di mille quaderni iniziati e lasciati a metà ...
torno qui, dopo tanti mesi e guardo il mio blog come guardo ad un mio quaderno delle elementari, con un sorriso e con tanta tenerezza: adesso come allora, quello che traspare è l'immagine di una bambina, una bambina che con passo incerto si affaccia alla vita, timida, paurosa, con ancora tanta voglia di essere tenuta per mano. Ricordo che all'asilo non sono mai stata la bambina che piangeva nel tentativo di convincere la mamma a non lasciarla lì, non ho mai fatto capricci in tal senso. Anzi, devo ammettere che sono stata una bambina con le pa..e. Adesso invece sento sempre di essere di troppo, ho paura e continuo ad andare con il freno a mano tirato...e mi rendo conto che vivere così non è vivere...è solo un procedere di giorno in giorno, sfiorare la vita che altri vivono ed aspettare sperando che le cose cambino.
A distanza di mesi che non scrivo, tante cose sono cambiate tante altre sono rimaste le stesse..stessa ansia da prestazione, stesso sconforto, stessa tristezza, stesso peso-non peso, stessa paura di sbagliare, stesso senso di ineguatezza, stesso grigiore nello sguardo...tanta stessa paura di essere me stessa e vivere. Quello che è cambiato è che ho altri sei mesi di lavoro davanti a me, un viaggio negli USA alle spalle, un carico di ricette da voler replicare, un po' più di desiderio di andare in fondo alle questioni non risolte anche se ancora devo capire dove cominciare e come fare...
Dilungarmi ancora su questi punti e subito dopo aver ripreso in mano il blog mi sembra controproducente e sicuramente non è giusto nei miei e nei confronti di chi si affaccia in questo mio spazio...pochi a dire il vero, ma buoni!
Lascio solo questa ricetta, che sia di buon auspici per me e per voi... che Settembre sia carico di soddisfazioni e di propositi felici!
End summer pesto salad:

Shopping list:
BASE
- Orzo 10 minuti: 80 g
- Piselli spezzati e lenticchie gialle già cotte: 20 g
- un pomodoro dal grappolo di medie dimensioni
- un paio di pomodori oblunghi al forno *
PER IL PESTO DI RUCOLA E MANDORLE:
- 2 manciate colme di rucola
- una manciata di foglie di basilico fresco
- 10-12 mandorle
- succo di mezzo limone
- la punta di un cucchiaino di peperoncino
- 3 cucchiai di olio evo
- sale e pepe q.b

* (i pomodorini sono solamente il frutto dell'infornata di verdure della sera prima, per prepararli ho semplicemente tagliato a fette sottili i pomodori e conditi con olio, pepe ed un mix di maggiorana, rosmarino, timo ed origano. Li ho poi passati in forno per 20 minuti o giù di lì a 200°)
 

HOW TO:
Come la maggior parte delle mie ricette passate e probabilmente future, questa ricetta è a prova di dummies! Scaldare una pentola con acqua, portare a bollore e tuffarci l'orzo. Lasciar cuocere per 8-9 minuti, mescolando di tanto in tanto. Il tempo indicato sulle confezioni è sempre indicativo, consiglio di provare la durezza già a 8 minuti, io da parte mia tolgo sempre uno-due minuti alla cottura visto e considerato che le mie preparazioni sono quasi sempre per il pranzo del giorno successivo. In più sono una fan del "AL DENTE"!
Mentre l'orzo cuoce, passare alla preparazione del pesto. Mettere in un bicchiere o in una ciotola dai bordi alti le mandorle, il succo del limon, il peperoncino, sale e pepe ed iniziare a frullare. Aggiungere la rucola ed il basilico poco per volta, frullando prima un po' il tutto prima di passare alla manciata successiva. Questo aiuta ad ottenere un pesto più cremoso.
Quando il pesto è finito, sarà anche ora di scolare l'orzo. Per non prolungare la cottura anche dopo questo passaggio, io passo sempre lo scolapasta sotto l'acqua fredda. Ribadisco, non sono un'amante delle cose stracotte e "spangottate"!!!
Lasciar riposare per qualche minuto, giusto il tempo di tagliare a pezzettini il pomodoro fresco ed i pomodorini al forno.
A questo punto, unire orzo, piselli e lenticchie e condire con il pesto. Decorare con i due tipi di pomodori e servire... o fare come me, riempire la lunch box ed aspettare frementi di assaporare il tutto il giorno dopo!

Due considerazioni prima di salutare..
1. La prima nota è "tecnica", un consiglio per la preparazione del pesto: il basilico ed in genere molti vegetali a foglia verde tendono ad ossidarsi venendo a contatto con l'acciaio delle lame (in questo caso del mixer, ma è la stessa cosa anche nel tagliare l'insalata al coltello!). In più azionando il mixer o il frullatore, le verdure sono sottoposte a calore che tenderà a renderle di un colore non proprio rassicurante, ecco, per ovviare o per lo meno ridurre questo shock può essere utile tenere il bicchiere o la ciotola in cui si andrà a lavorare e il frullatore/mixer in frigorifero per almeno mezz'ora.
2. La seconda è più una giustificazione che ripete un concetto già espresso in questo post: se riesco a mantenere il proposito di continuare a pubblicare qui e quindi questa ricetta verrà seguita da altre, non aspettatevi foto da mozzare il fiato. Uno dei miei crucci maggiori, nonchè motivo di abbandono del post è il senso di inadeguatezza di fronte alle mie foto, ben poca cosa e mediocri rispetto a quelle che si vedono in alcuni blog che seguo e che "invidio" (in senso positivo). Anzi, non solo le mie foto non sono un granchè ma spesso e volentieri i miei tentativi ed esperimenti in cucina saranno fotografati direttamente dal pallore del mio contenitore del pranzo perchè, come penso abbiate capito, parto da casa la mattina e ci torno solo la sera per cena, se non dopo cena!


Un abbraccio,
la vostra (ritrovata) Zucchinetta



domenica 11 maggio 2014

MOPUR-e tu?

Non sono mai stata amante degli spezzatini, per lo meno non quelli tradizionali. Quello con patate e il povero vegetale di turno non mi hanno mai esaltato e di certo da quando ho avuto la mia svolta veg non ne ho mai sentito la mancanza.
Ho provato e riprovato con i bocconcini di soia ma quei cosini finiscono inesorabilmente in fondo alla dispensa, chiamandomi ad ogni apertura dello sportello con voce suadente. Ma io ignoro, come una novella Ulisse che suggerisce ai compagni tappi alle orecchie per non sentire il canto delle sirene.
Quello che ho imparato però è che tofu, seitan& co. cotti insieme alle verdure di stagione acquistano una marcia in più e che anche quei tristi panetti informi e a detta di alcuni poco invitanti vengono valorizzati se accompagnati da una montagna di verde.
La ricetta è la tipica ricetta for dummies, non indico nemmeno le quantità perchè sono a discrezione dello chef e del numero di bocche che vanno sfamate, tenete conto che quella in foto è una porzione molto abbondante ad uso e consumo esclusivo della fotocamera. :)
La componente proteica del piatto è il mopur, un altro secondo vegetale a base di frumento. A differenza del seitan, subisce una fermentazione naturale che riduce notevolmente la percentuale di glutine e lo rende particolarmente digeribile.
Essendo a base vegetale è un alimento privo di colesterolo e la componente proteica di aggira intorno al 34% (questo è quanto riportato in etichetta e nel sito del produttore italiano più diffuso). Non avendo ancora preso abbastanza coraggio per assaggiare il tempeh, ho tentato la strada del mopur e, per lo meno in questa preparazione, non l'ho trovato malaccio. Certo, bisogna stare attenti a non farlo asciugare troppo, altrimenti diventa una soletta delle scarpe, ma questo inconveniente finora mi è capitato solo le prime volte con il seitan e ipotizzo che possa capitare la stessa cosa anche con il mopur.
Comunque, basta sproloquiare, sotto i riflettori la mia ricetta senza pretese!
SPEZZATINO DI MOPUR CON VERDURE PRIMAVERILI:


Ingredienti:
Mopur bio
Asparagi a vapore rigorosamente bio
Carciofi cotti precedentemente a vapore, tagliati a spicchi bio
Cipollotto fresco bio
Sale e pepe q.b.
Menta fresca
olio evo bio
How to:
In una padella antiaderente mettere a rosolare il cipollotto tagliato a fettine in due cucchiai di olio. Quando il cipollotto sarà bello imbiondito, aggiungere i carciofi ed il mopur tagliato a pezzettini. Cuocere a fiamma bassa con coperchio per 5-8 minuti. Se necessario, aggiungere un mezzo bicchiere d'acqua. Tagliare gli asparagi ed aggiungerli in padella e cuocere per non più di due minuti per evitare che si sfaldino troppo. Salare e pepare ed aggiungere la menta fresca tritata super finemente. Mescolare cosicchè tutto, verdure e mopur, si insaporisca per bene.
Leggero e rinfrescante! :)

Con questa ricetta, ritorno timida timida a dare il mio contributo a Salutiamoci, questo mese ospitato da Le delizie di Feli e che ha per protagonista un vero signore del bosco, l'asparago!
logo salutiamoci
 con affetto,
Zucchina.

domenica 4 maggio 2014

Breakfast mocha bread

Ho misurato la mia vita a cucchiaini di caffè.
- T.S. Eliot
Con queso tempo tutt'altro che primaverile, non c'è niente di meglio che mettere all'opera il forno e dedicare un po' di tempo ad una piccola grande passione, la cucina e i dolcetti. Quelli che ti rubano un po' di tempo, che ti tengono un po' impegnata braccia e mente. Quelli che ti danno il buongiorno, quelli che chiamano da sè una fumante tazza pucciatutto. E che mettono d'accordo un po' tutti.

Mocha Vanilla Swirl Bread
INGREDIENTI
Impasto bianco
200 di Farina 0
50 gr Manitoba
20 gr Zucchero di Canna
100 gr Latte di Soia
30 gr Olio di semi di Mais
50 gr Acqua
5 g Vaniglia di Bourbon in polvere
1/2 bustina Lievito di Birra Secco
Impasto Nero
210 gr Farina 0
4 cucchiai colmi di caffè solubile
100 gr Latte di Soia
50 gr Olio di semi di Mais
1/2 bustina Lievito di Birra Secco

Preparare i due impasti in due ciotole diverse. In ognuna di esse mettere dapprima tutti gli ingredienti secchi e poi aggiungere pian piano i liquidi. Impastare un po' con l'aiuto di un cucchiaio e poi lavorare ogni impasto su un piano infarinato per 5 minuti. Infarinare il fondo delle due ciotole ed adagiare separatamente i due impasti. Coprire con un canovaccio pulito e lasciare lievitare nel forno spento. Nel frattempo andare a lavorare!
I tempi di lievitazione dipendono dall'umidità e dalla temperatura dell'ambiente, in genere con un paio d'ore in un giorno di maggio normale e non piovoso come quello di quest'anno ve la dovreste cavare.
Il tutto è pronto quando entrambi i panetti si sono gonfiati un bel po' (circa il doppio delle dimensioni originarie). Sun un piano infarinato stendere con l'aiuto di un mattarello l'impasto bianco a formare un rettangolo. Su un foglio di carta forno stendere l'impasto scuro tanto da dargli una forma rettangolare grossomodo delle stesse dimensioni dell'altro. A questo punto basterà sovrapporre i due impasti e arrotolare a formare un salsicciotto. Rivestire uno stampo di plumcake con la carta forno, e appoggiare il rotolo che va rimesso a lievitare per un'ora e mezza.
Accendere il forno a 180° e spennellare con un po' di latte di soia la superficie. Infornare per 30/35 minuti.

Varianti:
- se gradito, sostituire il caffè solubile con 30 g di cacao amaro per un "Choco Vanilla Swirl Bread"
- per una versione più golosa, prima di sovrapporre i due impasti, si può spalmare un velo di vegella sul rettangolo bianco così da avere una cremosa farcitura incorporata in ogni fetta.

Quello che mi piace di questo pane è la fetta, ad ogni porzione si ha il meglio di entrambi i mondi, il bianco ed il nero! :)
Buona domenica,
Zucchina

giovedì 1 maggio 2014

Al di qua della barricata si mangiano "solo" insalate

Volevo dare il mio contributo a Salutiamoci ma le mie idee sembravano tutte troppo banali e scontate per essere anche solo pubblicate vicino a quelle di Lu (tanto per nominare una cuochetta che questo mese ha dato il massimo!) o di altri geniacci. Le uniche due ricette minimamente originali sono questa ed un'altra che pubblicherò prossimamente qui.
Sono giorni un po' surreali questi, a lavoro c'è aria di nuovi progetti, vissuti tuttavia con la costante paura di non essere all'altezza delle aspettative, non solo quelle del mio datore di lavoro ma soprattutto del peggior carnefice che esista: me stessa. Che poi non è che io abbia aspettative su me stessa, io non AMMETTO errori nel mio operato.
A casa le tensioni sono continue, la mia fortuna è che dobbiamo condividere gli stessi spazi solo qualche ora, ma in quelle ore può succedere di tutto. Per esempio, mio padre l'altro giorno mi ha ricordato il mio errore più grande, quello di essermi ridotta come mi sono ridotta. Ma il modo in cui lo ha detto, le parole che ha usato...beh quelle rimarranno impresse nella mia mente per molto tempo.
L'altro giorno poi una persona con cui ho parlato poco e niente si è preso la briga di psicanalizzarmi dicendo testuali parole "Si è costruita intorno un muro". Beh, c'ha proprio preso.
Per autotutelarmi (?) da ulteriori delusioni e per non dover dare spiegazioni sul mio stato di salute fisico e mentale, ho alzato fra me e gli altri una barricata. Che nonostante ora stia meglio, continuo a fortificare e a rendere più alta. Sento di non avere la forza di riaprirmi alla vita ed è assurdo visto che ho 23 anni e che di batoste ne prenderò anche più forti di quelle che ho già preso. So di aver bisogno di qualcuno per uscire da questa situazione ma non ho voglia di affidarmi ad un'altra persona, non ho voglia di riaprirmi e sentirmi dire che mi sono ridotta così "per attirare l'attenzione" o perchè "non essendo a mio agio con la femminilità, l'ho annullata così da realizzare il mio desiderio inconscio di essere uomo". Non ho voglia che vengano violati gli affari miei e che tutto venga forzato per renderlo uniforme a qualche teoria jungiana o freudiana o che so io. Non si fa così, la mia situazione, come quella di tante altre persone che hanno un problema non va inquadrata in un rigido schema di pensiero, non va snaturata pur di farla rientrare nella scuola di pensiero che si è deciso di seguire.
Comunque, nel mio piccolo, mando un timido segnale di vita dalla mia trincea con questa insalatina, ottima se accompagnata con un formaggio (dairy o veg a voi la scelta). Che tutti, me compresa, possano essere verdi, freschi e pieni di primavera come questi spinacini.
INSALATA DI SPINACI NOVELLI, FRUTTI DI BOSCO E SEMI:
(le quantità non le indico perchè è a vostra scelta)
- Spinaci novelli
- Mirtilli
- Lamponi
- Mix di semi (girasole, zucca, sesamo)
- Bacche di goji
PER LA SALSINA ALLA BIRRA
- mezza bottiglia di birra
- zucchero di canna: 2 cucchiai
- olio evo: 1 o 2 cucchiai



Per la riduzione, versare in un pentolino la birra bionda o rossa a voi la scelta, con il fuoco al minimo.
Arrivata ad ebollizione, attendere che la birra riduca della metà e spegnere. Mettere da parte e lasciar raffreddare.
Assemblare tutti gli ingredienti dell'insalatina e condire. Come? semplicemente mescolando in una ciotolina l'olio con la riduzione alla birra ormai fredda. Assaggiare. :)
(se provate questa ricetta con dosi per una persona, vi avanzerà un po' della riduzione!)
Buon 1* Maggio a tutti/tutte
Zucchina

venerdì 25 aprile 2014

Polpettone e contorno vitaminico

Finalmente oggi splende il sole, dopo una settimana di eterna decisione tra pioggia, nuvole ed umidità! Questo tempo così mi sfinisce e complice un paio di mansioni abbastanza pesanti, questa settimana non finiva più, nonostante a detta di tutti fosse una settimana "corta".
In effetti questa settimana ha messo a dura prova la mia fragile testolina (ed il mio cuoricino). E anche a casa le cose non è che vadano proprio bene, le incomprensioni si sono trascinate ed alla fine sono esplose, come era prevedibile.
L'unica cosa che posso fare ora è cercare un po' di aria di casa ed un po' di colore con questa ricettina che merita davvero. Con l'augurio per tutti e per me che questo sole sciolga definitivamente ogni grigiore che ci portiamo dentro da ormai troppo tempo.
Polpettone di fagioli cannellini e carote alla menta:
per il polpettone:
- Fagioli cannellini: 450 g
- 1 carota
- 1/4 cipolla rossa
- origano qb
- concentrato di pomodoro: 1 cucchiaino
- farina di ceci o pangrattato qb (all'incirca 2 cucchiai)
per le carote:
- olio evo: 2 cucchiai
-aceto di vino bianco: 1 cucchiaio
- 1 carota
- menta secca: 1 cucchiaio
- miele o sciroppo d'agave bio: 2 cucchiai
- sale (facoltativissimo) e pepe qb

HOW TO:
Passare al mixer i fagioli e spostare la purea in una ciotola dove poterla lavorare facilmente. Grattuggiare la carota e tritare la cipolla ed aggiungerle ai fagioli. Lavorare velocemente per distribuire le verdure in maniera omogenea, aggiungere il concentrato di pomodoro e l'origano e mescolare. Aggiungere la farina di ceci in quantità bastante a creare la consistenza polpettosa. Ovviamente le polpette di legumi non saranno mai "dure" come quelle tradizionali ma aggiungere la farina servirà ad evitare che si sformino o che si sbriciolino in un nanosecondo!
A questo punto, foderare con carta forno una teglietta (la mia era quadrata 12 x 12 cm o poco più) e creare due salsicciotti con l'impasto. Mettere da parte, accendere il forno a 180° C e dedicarsi al gravy.
Il gravy altro non è che una banalissima salsa BBQ o pseudo tale a base di metà lattina di passata di pomodoro da 200 ml, concentrato di pomodoro, peperone verde e rosso tritati, peperoncino in polvere, erbe aromatiche, salsa di soia ed una puntina di ketchup. Per questa ricetta ne bastano pochi cucchiai che verserete sopra i due mini polpettoni.
Infornare per una mezz'ora.
Tagliare le carote a bastoncini (o fa più figo dire alla julienne?!?) e farle rosolare in una padellina con olio, aggiungere due dita d'acqua con un cucchiaio di aceto. Quando le carote saranno tenere e tutta l'acqua sarà evaporata, aggiungere il miele (o l'agave) e la menta secca e mescolare bene.
Servire le carote come accompagnamento per qualche fetta del vostro mini polpettone.
A presto,

Zucchina

lunedì 21 aprile 2014

Spiedini pasqualini e la promessa di essere più presente.

La presenza. Ci sono diversi modi di intendere questa parola ed il concetto che esprime. Da piccoli ci insegnano a dire "Presente!" quando la maestra fa l'appello, da più grandicelli, quando l'appello non serve più, ci invitano a confermare la presenza quando prendiamo un impegno. Da adulti siamo tenuti ad informare che arriviamo al lavoro a tot ora e siamo presenti fino all'orario in cui si stacca. In pratica, per tutta la vita siamo chiamati a rendere conto della nostra presenza, intesa però come presenza fisica, il corpo, qui ed ora. Nessuno ci insegna a rendere conto della NOSTRA VERA presenza. In quanti possono dire di essere presenti in quel senso? In quanti possono alzare la mano sinceramente e dire "Sì, sono presente a me stessa/o"?
Ecco, io spero per voi- che ogni tanto venite qui a vedere se sono riuscita a vincere la mia incostanza e disaffezione alla maggior parte delle questioni umane pubblicando un post- spero davvero che possiate rispondere affermativamente a queste mie domande. Quanto a me, beh, per poterlo fare ne ho davvero di tante di questioni da risolvere. In questo momento in cui dall'esterno appaio una che non ha nulla di cui lamentarsi, in un momento in cui non sono più l'emblema evidente  del male di vivere (o chiamiamolo con qualche sinonimo incapacità di vivere o ancora non voler vivere), ecco, proprio ora... IO MI SONO PERSA. Oddio, mi correggo, forse il non dover affrontare lo sguardo terrorizzato degli altri di fronte ad un fantasma smagrito, il non dover affrontare ostacoli terreni come esami ed interrogazioni, il non dover rendere troppo conto di quello che faccio, mi ha messo di fronte all'evidenza che io non so chi sono davvero, non so quello che voglio davvero, io non sono presente a me stessa... io non mi conosco.
E non avendo delle fondamenta solide, traballo ad ogni prova e ad ogni ostacolo, non mi concedo di sbagliare anche se sto imparando, non mi perdono per ferite che in un modo o nell'altro non mi lascio medicare. Non mi amo per colpe che non so nemmeno io di aver commesso, odiarsi a prescindere e non sapere perchè. Ogni terreno diventa l'ennesima evidenza della mia incapacità: lavoro, cucina, blog, famiglia, amicizia. Ogni giorno mi sveglio e vivo nel terrore di sbagliare, meglio ancora vivo nell'attesa del mio personalissimo ed inevitabile errore, come se fossi programmata a questo e non aspettassi altro di vedere ancora una volta la realizzazione quotidiana del mio non essere abbastanza.
I miei post partono sempre in quarta su questi temi poi mi rendo conto anch'io di andare a cacciarmi ancora di più nei miei pensieri e che la cosa potrebbe dilungarsi troppo quindi cerco di concludere e lasciarvi alla ricetta, sicuramente meno cerebrale della premessa. Concludo quindi dicendo che sono un po' come un cantiere, cerco di pensare a me stessa come un WORK IN PROGRESS, per la serie "Stiamo lavorando per voi", anche se presto vorrei poter dire "Stiamo lavorando per me", e non in senso egoistico anche se, a questo punto penso che un po' di sano egoismo mi servirebbe. In altre parole vorrei dire di star lavorando di essere più presente. E non solo sul blog, non solo in termini di vita sociale che durante l'inverno si riduce per me praticamente a zero, ma anche e soprattutto essere più presente per me. Conoscermi, perdonarmi, apprezzarmi.






Spiedini di seitan, porri e funghi (anche detti "Non ho bisogno di mangiare l'agnello per festeggiare)
Ingredienti:
-          1 porro grande
-          100 g di seitan (non so se tua figlia lo conosce e/o le piace)
-          6 champignon grandi
-          3 cucchiai di olio
-          3 cucchiai di salsa di soia
Tagliare gli champignon in 4 (la prossima volta penso di usare direttamente champignon più piccoli ma stavolta non li ho trovati), il porro a cubotti ed il seitan a dadini. Mettere tutto in una ciotola a marinare con olio e salsa di soia. Io li ho lasciati una mezz’ora in frigo. Poi ho composto gli spiedini alternando porro, seitan, funghi. Li ho messi un vassoio e ho versato la marinata sopra gli spiedini e li ho lasciati in frigo tutta la notte. Domenica mattina ho infornato a 200° per una 20ina di minuti bagnandoli di tanto in tanto con la marinata allungata con un po’ d’acqua per non farli asciugare troppo. 
Buon lunedì,
Zucchina